U-96

Scala: 1/144

Autore: Giuliano

Marca: Revell

Tipo modellino: Navi moderne

U-Boot Typ VI-C "U-96"


Da molto tempo volevo realizzare un sommergibile tedesco, un pò perché sono affascinato da queste macchine da guerra così complesse e tecnologicamente avanzate, un pò perché adoro il film U-96, a detta di molti critici uno dei migliori (se non il migliore in assoluto) mai girati su questo argomento. Ma vengo al kit in questione della Revell, so che questa ditta ne produce uno anche in 1/72 ma la dimensione comincia ad essere impegnativa, per cui mi sono orientato giocoforza sulla 1/144, peraltro il kit é facile da realizzare, preciso nelle dimensioni e nei particolari e piuttosto dettagliato per la scala che rappresenta. 

Per il montaggio non ci sono particolari difficoltà , un pò di stuccature sono necessarie nella poppa, intorno ai particolari delle eliche e dei timoni, dove i pezzi sono scomposti in modo da rendere proprio necessaria l'eliminazione delle fessure. Qualche foro col il trapano di precisione é richiesto per fissare alcuni particolari. Io l'ho adoperato anche per forare la canna del cannone da 88, ma sul modello non ho aggiunto assolutamente nulla di più di quanto già  fornito nel kit. 

Si possono realizzare 2 modelli del tipo VII-C, definiti nel manuale "early" e "late", indicativamente prodotti nel '39/'40 e alla fine del '42. Per i modelli più recenti, dotati di Shnorkel e antiaerea potenziata bisogna acquistare altri kit.

L'U-96 appartiene al modello del '39 ed é rappresentato nella sua crociera del '41, quando ospitò il corrispondente di guerra Lothar-Gunther Buchheim che nel dopoguerra scrisse la storia di quella sua missione nel libro "Das Boot" dal quale poi venne tratto il Film del 1981 del quale posseggo 2 edizioni, la director's cut e la versione lunga e semisconosciuta "Das Boot" in lingua originale (mai edito in Italia purtroppo), oltre al libro.

Nella colorazione si usano 2 tipi di grigio, uno più chiaro per la fascia laterale e la torretta e uno più scuro per lo scafo ed il ponte. Indicativamente il colore si spezza alla linea di galleggiamento, ma occorre fare attenzione a dove termina questa linea. In sostanza non era sempre identica e rigorosamente standard ma variava leggermente da scafo a scafo. E' un particolare al quale occorre prestare attenzione. Per il resto non ci sono difficoltà  particolari, ho solo schiarito il centro dei pannelli con un colore più chiaro per non appiattire troppo il modello.

Sull'invecchiamento occorre a mio parere non esagerare né con le macchie, né soprattutto con la ruggine, in quanto dalle foto dei veri sommergibili, sia all'inizio che alla fine delle crociere di guerra, non si evidenziano quei segni da "bagnarola" dei mari che purtroppo a volte si vedono nei modelli analoghi in giro per internet o nelle mostre. Intendiamoci, non pretendo certo di aver fatto un modello eccezionale, tuttavia studiando il materiale in giro e le pubblicazioni in mio possesso questa cosa mi é saltata all'occhio. La mia spiegazione é che le vernici tedesche dovevano essere molto robuste e inoltre le crociere non superavano quasi mai i 30/40 giorni e i mezzi erano sempre ricondizionati al termine di queste... insomma pare proprio non ci sono stati sommergibili fantasma, senza equipaggio, che girovagavano per anni in mezzo ai sette mari, quindi sporcarli oltremodo é solo un esercizio di tecnica applicato sul modello sbagliato.

Un'ultima notazione, la svastica é del tutto assente dalla decal della bandiera della marina da guerra tedesca in questo kit. So che ci sono leggi che vietano di rappresentare questo simbolo, mi pare negli Stati Uniti, ma personalmente non comprendo questa scelta, togliere un simbolo non cambia nulla di ciò che é stato, inoltre si fa un torto alla storia (ma questo non é un Blog e non mi dilungo su questo aspetto) perciò per evitare di fare pasticci con il pennarello ho preferito lasciarla così com'era.