Me-109 G6/R6/R5

Scala: 1/48

Autore: Giuliano

Marca: Academy

Tipo modellino: Aerei a elica

Heinrich Bartels Rosso 13 II./JG 27Kalamaki (Grecia) ottobre 1943 - Modello ACADEMY 1/48

Sulla storia del Messerschmitt Bf-109 sostanzialmente è inutile che mi addentri tanto è stato scritto, detto, filmato e fotografato, che le mie parole sarebbero superflue. Spendo invece volentieri qualche parola circa il pilota Heinrich Bartels un sottufficiale della Luftwaffe morto in azione nel 1944 all'età di 26 anni e il cui corpo venne ritrovato addirittura oltre 20 anni dopo la sua morte, ancora nell'abitatolo del suo caccia. Il suo aereo giaceva sepolto sotto diversi metri di terra dopo che, colpito in azione da un P-47, era precipitato quasi in verticale ad altissima velocità in un campo vicino a Bonn. Bartels, decorato con la croce di cavaliere con fronde di quercia, era un grande asso ed aveva nel suo carniere quasi 100 aerei abbattuti. Lo si può giustamente considerare un pilota di primissimo piano anche se il numero di abbattimenti, nel contesto complessivo degli assi della luftwaffe, può farlo apparire persino "nella norma" e poco più di un “experten”. Tuttavia per la tipologia di caccia da lui abbattuti, tutti aerei di prima linea come: Spitfire, P-51, P-38 e P-47, può trovare tranquillamente posto tra i migliori assi della 2a guerra mondiale. Stupisce, nondimeno, che le sue vittorie fossero in gran parte ottenute con un G6/R6 "cannoniera" una macchina notoriamente poco adatta al duello puro per via delle gondole dei cannoni Mauser che aumentavano resistenza e carico alare (riducendo di conseguenza la già scarsa manovrabilità del “Gustav” già molto più “pigro” del precedente “Friedrich”). Una prova della sua indubbia bravura come "manico" e anche del suo coraggio. Per questo ho scelto di rappresentare la sua cannoniera "Marga" ovvero il suo Me-109 personale 13 + = rosso1

Il modello è stampato dalla ACADEMY ma ritengo si tratti di un modello decisamente più anziano probabilmente originariamente un Hobbycraft. Il kit non eccelle in nulla – anzi – per certi aspetti è decisamente arcaico, il dettaglio dell’abitacolo è scarno (ma sufficiente se si decide di lasciare il tettuccio chiuso) mentre è del tutto assente il dettaglio del vano carrelli. Come al solito una ricognizione generale del kit ha rivelato particolari assenti o errati (anche in modo grossolano), nulla di drammatico comunque. Su questo modello ho deciso di sostituire l’elica, l’ogiva, le ruote e l’abitacolo con pezzi aftermarket in resina. Anche il vano carrelli è aftermarket ma in fotoincisione. Autocostruiti sono invece alcuni particolari come le canne dei cannoni da 20mm, i fori di uscita dei bossoli, le relative bugne ed altri particolari minori come: la cerniera del cofano motore, la saldatura del condotto d’aspirazione del motore, le griglie dei radiatori, le prese d’aria dell’abitacolo e il tubicino di pulizia dell’olio del blindo-vetro. Nel complesso è stato un lavoro lungo e difficile, portato a termine in quasi 4 mesi. La livrea si ispira ad un trittico tratto da una pubblicazione della osprey sugli assi del '109 nel teatro del mediterraneo, ritengo sia fedele tuttavia, per quanto abbia cercato, non ho trovato nessun riscontro fotografico in nessun'altra pubblicazione1. Tutto il modello è stato dipinto con colori acrilici ed invecchiato con pre e post shading e colori ad olio.

1 La doppia barra orizzontale non era affatto standard perchè il 2° gruppo era rappresentato da un unica barra, tuttavia non si può escludere che la sua insegna fosse collegata ad una qualche funzione assegnata ad un grado maggiore e comunque se la osprey ha ritenuto di pubblicare un trittico così dettagliato non posso che pensare che abbia avuto le sue fonti