Fiat G.55 "Centauro" Serie I

Scala: 1/48

Autore: Giuliano

Marca: SMER

Tipo modellino: Aerei a elica

Fiat G.55 "Centauro" Serie I, modello Smer 1/50

Qualche tempo fa acquistai questi 2 kit della SMER di Fiat G.55 "Centauro" pensando di tenerli per collezione. Ma quando i kit mi arrivarono non ne fui particolarmente soddisfatto. Era evidente che si trattava proprio di materiale "da collezione", in condizioni perfette, ma dalla qualità  non certo allo stato dell'arte. Tuttavia decisi lo stesso di costruirne almeno uno, come piccola sfida personale.

Intanto va detto che non si tratta di un modello in scala 1/48 ma bensì 1/50 e la differenza, anche se minima, c'è e può creare qualche problema. Scordatevi l'aftermarket ! Che io sappia ( e ho cercato ) non ci sono set di dettaglio per la scala 1/50 per questo modello, quindi niente tettucci in acetato, abitacoli già  fatti, cannoncini già  pronti da mettere in forno ecc. ecc. Tutto va autocostruito adattando quello che si riesce e per le decals bisogna cercare di usare quelle originali. Di positivo c'è che le misure e le forme, in scala, sembrano corrette. Però a parte le misure gli aspetti positivi non sono molti, di negativo invece ho riscontrato:

Abitacolo inesistente ma con omino, neanche brutto a dire il vero, fornito di serie da inserire su di un improbabile sedile (come nella migliore tradizione dei kit anni '60/'70)
Strani segnaposto per coccarde in rilievo sul dorso dell'ala, da limare subito!
Cannoni da 20 mm ridicoli, completamente da ricostruire
Pozzetti dei carrelli inesistenti
Carrelli appena abbozzati
2 abbozzi di radiatori sdoppiati sulle semiali inferiori, chiaramente previsti per una versione "silurante" del g.55 e da limare anche questi subito, a meno che non si voglia fare proprio quella versione
Tettuccio ridicolo, appena abbozzato e neanche trasparente ma "traslucido", ahimè completamente da ricostruire, ed è il lavoro più duro!
Mancanza di tutti i particolari come antenne, antennine, tubi di pitot, bugne, pannelli ecc. ecc.
Una strana rivettatura in rilievo su tutto l'aereo, peraltro non brutta, solo eccessivamente in rilievo, da carteggiare.
Radiatori (anteriore e ventrale) appena abbozzati
Come tutto qui? Al lavoro!

Per prima cosa si ricostruisce l'abitacolo. Sono da limare i perni di riscontro (più che perni sembrano pali del telegrafo!) nei 2 semigusci. Quindi si cerca nella banca dei pezzi. Io ho prodotto questo Frankestein: pavimento preso da un G.50 della SECTER, con parti di abitacolo adattati di un Corsair TAMYIA e dettagli minori tratti da un Me-110 REVELL. La cosa più difficile è costruire la paratia corazzata posteriore, dietro il sedile. Deve adattarsi al contorno del G.55 che è molto "sinuoso". Per farlo ho adattato la paratia e il poggiatesta di un Corsair unito con parte dalla paratia di un G.50. Con molto stucco e lima si ottiene un buon risultato. Terminati i lavori sull'abitacolo vanno poi fatte tutte le operazioni necessarie prima di chiudere i 2 semigusci, tipo forare il condotto del filtro antisabbia, forare tutti i condotti degli scarichi, aggiungere 2 bugne per lato per le Breda da 12.7, aggiungere le canne delle 2 Breda da 12.7 con aghi di siringa adattati alla necessità , creare il pozzetto per il ruotino di coda, che è inesistente sul kit e creare anche i relativi 2 portelli di chiusura e infine preparare il radiatore anteriore forandolo e dettagliandolo con carta di "Mon Cheri" per dare l'effetto "nido d'ape". Per tutti questi lavori utilizzo tra le altre cose, vecchie carte premio, come quelle plastificate delle ricariche telefoniche per intenderci; una volta pulite, tagliate, limate e sagomate sono meglio del plasticard! Prima di procedere con le semiali ho però tagliato gli alettoni e il timone di coda in modo da porterli montare "mossi" per un miglior realismo. Il timone di profondità  l'ho invece lasciato com'era, essendo troppo spesso rischiavo di rovinarlo. Nelle semiali vanno ancora tolti i 2 abbozzi di cannoni da 20mm che sono veramente ridicoli, si limano i 2 radiatori della versione aerosilurante e le coccarde su dorso. Si carteggia anche un pò la rivettatura eccessiva e si cancellano e si reincidono i pannelli. I pannelli da incidere sarebbero moltissimi, tutto il G.50 e successivi 55 e 59 avevano una montagna di sportelli e sportellini di ispezione, con il G.50 ci ho provato a rifarli ma mi è bastato! Mi sono limitato a quelli che già  c'erano. Procedendo nei lavori ho tagliato la plastica che rappresentava le luci di posizione e le ho ricostruite con crystal cleer. Successivamente ho dettagliato il radiatore aprendo i 2 lati (entrata e uscita) e sempre con carta di "Mon Cheri" ho realizzato il radiatore vero e proprio e con carta plastificata i flabelli, ho quindi inciso il pannello del riduttore di portata. Anche i pozzetti dei carrelli sono fatti con carta plastificata opportunamente sagomata. Bisogna anche ridurre lo spessore dei pannelli di chiusura perchè sono troppo spessi. Per i 2 cannoni ho avuto una "visione" e mi sono ricordato di 2 "bossoli" di un PAK 40 da 75mm in scala 1/35 di un kit che avevo acquistato nel 1982 quando avevo 12 anni! Opportunamente sagomati, torniti e con 2 aghi di siringa inseriti sono risultati perfetti per simulare le canne.I cardini delle parti mobili, timone e alettoni sono fatti con pezzetti di carta plastificata ridotta al minimo. Ho anche aggiunto gli attuatori di movimento prendendoli dal mio kit "demolito" di Corsair (che ha già  permesso la ricostruzione di 2 kit). L'antenna del radiogoniometro è fatta con sprue opportunamente sagomato, invece il nottolino di fissaggio è una cuffia di un carrista tedesco in scala 1/35. La presa d'aria del DB605 sul lato destro, appena sopra i condotti di scarico, ovviamente assente nel kit originale, è un pezzo di un BR-20 in scala 1/72 unito ad un'aletta di un razzo SIDEWINDER sempre in scala 1/72. Sulle semiali inferiori vanno ancora creati i fori di uscita dei bossoli da 20mm e relativi maglioni (2 fori di dimensioni diverse molto vicini tra loro) e vanno tolti gli abbozzi dei rack per le bombe che devono poi essere ricostruiti molto più sottili con striscioline di carta plastificata. All'inizio avevo pensato di adattare i rack del G.50 "bombe alari" in scala 1/48 ma poi le dimensioni eccessive e le foto che dimostrano che erano appena 4 "gancetti" sottilissimi mi hanno fatto desistere. L'elica è uno dei pochi pezzi che non ho dovuto toccare, andava bene così e meno male.Il tubo di pitot è uno spillo opportunamente limato.

Il tettuccio è la vera parte dolente di tutto il kit, fa talmente schifo che non va bene neanche come modello per la termoformatura. Ho dovuto costruire tutta l'intelaiatura con striscioline sottilissime di carta plastificata modellata e curvata secondo i disegni presenti su "ALI D'ITALIA", quindi ho provveduto a costruire i vetri con pezzi di plastica trasparente presa da buste per documenti. Un lavoraccio di quasi una settimana. Le decals sono quelle originali del kit. Il soggetto scelto l'ho preso da un profilo trovato su "ALI D'ITALIA", anche se a differenza del profilo io non ho evidenziato le "obliterazioni" delle precedenti insegne. La colorazione è stata fatta con grigio mimetico per la parte inferiore e verde oliva scuro per la parte superiore, con tinte a smalto date con l'aeropenna. Gli interni sono stati fatti con il verde pallido, come quasi la totalità  degli aerei italiani di quel perioro, anche se qualche fonte suggerisce (e l'esemplare del museo dell'Aeronautica di Vigna di Valle in effetti segue questa linea) che gli interni fossero in realtà  in giallo cromo (mah!).

Concludendo il lavoro è durato almeno un paio di mesi e ha in parte riscattato un kit che era poco più che un giocattolo. Un lavoraccio sicuramente, ma ne è valsa la pena, almeno ora ho un modello che somiglia molto ad un G.55 in scala 1/48.