Carro medio M 13/40 1a serie

Scala: 1/35

Autore: Giuliano

Marca: Italeri

Tipo modellino: Carri Armati

Divisione "Ariete", El Alamein 1942

Il carro armato medio M 13/40 fu progettato per combattere in Italia su strette strade di montagna o città con vie tortuose e ciò nonostante risultò essere l’unico mezzo italiano in qualche modo in grado di contrastare gli inglesi in Libia. Nella versione iniziale purtroppo pagava questo “limite” progettuale per cui il deserto non rappresentava assolutamente il miglior campo di battaglia per questo carro; sostanzialmente troppo lento, troppo delicato, troppo poco corazzato e quindi vulnerabile negli spazi aperti. Venne sopraffatto da un nemico più determinato, attrezzato ed esperto nella guerra del deserto. Solo a partire dalla seconda serie produttiva, una volta risolti alcuni problemi meccanici con l'adozione di filtri antisabbia (senza i quali il motore fondeva dopo poche centinaia di chilometri di marcia) e con equipaggi più addestrati cominciò ad essere efficace, purtroppo però erano ormai stati "bruciati" quasi l'intero lotto di circa 200 mezzi della prima serie e persi moltissimi uomini. Come si sia potuto pensare di mandare allo sbaraglio un carro non collaudato, con il motore senza filtri appositi e con equipaggi coraggiosi, ma poco addestrati  rimane un mistero. Comunque che il carro fosse nel complesso un buon mezzo lo dimostra il fatto che l’esercito inglese ne catturò e riutilizzò (contro i suoi stessi ex proprietari) diverse decine. Anche i tedeschi dopo l'armistizio ne requisirono diverse centinaia in ottime condizioni operative e lo usarono in molte operazioni di controguerriglia, soprattutto nell’est Europa, per via del suo potente armamento anti uomo (ben 4 mitragliatrici) e della sua agilità in aree ristrette.

Il modello in scala 1/35 della Italeri è una riedizione “limitata” del 2008 di un vecchissimo kit uscito nei primi anni ’70. Lo ricordo molto bene perché ne costruii uno nei primi anni ’80 quand’ero ancora bambino e sostanzialmente non è cambiato in nulla. Ciò che non sapevo è che questo modello rappresenta un carro che in pratica non è mai esistito, un misto tra un M13/40 e un M14/41 con elementi del prototipo del M13/40… un bel casino per farla breve. Per quanto il dettaglio delle chiodature sia pregevole e il treno di rotolamento ben reso ciò che ho deciso di acquistare sono stati: cingoli a maglia singola in metallo e un kit di fotoincisioni. Per dare un pò di realismo ai cingoli (quelli in vinile sono tremendi) e correggere le griglie del radiatore che hanno il verso sbagliato (orizzontale invece che verticale) ed aggiungere qualche particolare. Attenzione: va eliminata anche la flangia parafango appena dietro la ruota dentata (che era tipica del M14/41). Andrebbe anche corretto l’errore del cupolotto sulla torretta che era presente solo nelle serie finali del M13/40 (che però hanno il parafango corto) ma per far questo andrebbe rifatto il tetto della torretta per cui l’ho lasciato com’era, d'altra parte non si può escludere che siano effettivamente esistiti mezzi "ibridi" costruiti recuperando scafi e torrette di versioni differenti. I parafanghi frontalmente non hanno il foro "a maniglia" tra l'altro perfettamente visibile nella box-art per cui vanno corretti. Il cannone a dispetto della moda di acquistare quelli già fatti in metallo non mi sembrava affatto male per cui ho tenuto quello del kit. La colorazione è fatta a smalto, ma pur essendo monocromatica non è così semplice come potrebbe sembrare, seguendo la storia dei mezzi ho dato prima una mano di grigio-verde continentale (così come veniva fatto realmente sui mezzi delle prime serie) e poi il giallo sabbia molto diluito sopra, questo per far trasparire la vernice sottostante, cosa che succedeva realmente perché di fatto questi mezzi erano letteralmente “sabbiati” durante il loro utilizzo nel deserto. Per cui era visibile la mimetica precedente. L’invecchiamento è stato fatto con lavaggi ad olio e tempere per le macchie e la ruggine. A proposito si potrebbe pensare che nel deserto questi mezzi non arrugginissero, in realtà pioveva eccome, non sempre ovviamente, ma in inverno nel nord africa può piovere anche per giorni, inoltre questi mezzi si muovevano spesso lungo la via Balbia che costeggia il mare e con l'aria salmastra è normale che questi mezzi presentassero tracce di ruggine.

Concludendo é altamente improbabile che un carro come questo abbia combattuto realmente a El Alamein (a dispetto delle decals e dei trittici suggeriti nel kit) per via del fatto che i carri M 13/40 delle primissime serie (poco meno di 200 unità) andarono quasi tutti perduti nel 1940. Del resto, a mio modesto parere, non si può neppure escludere a priori che alcuni mezzi sopravvissuti vi abbiano partecipato, magari anche carri recuperati, riparati e in qualche modo rimessi in servizio nelle varie fasi di arretramento / avanzata dei primi 2 anni di guerra in africa settentrionale. Quindi, per quanto improbabile, ho deciso lo stesso di attenermi alla livrea proposta dalla Italeri.