Partendo con il MTB da Aosta (quota 600 metri circa) di buon ora (per evitare il caldo) si percorre la S.R. 37 fino alla frazione di Avisod del comune di Quart a quota 1.400, quindi si imbocca a sinistra la poderale che porta all'alpe Sénevé a quota 2.200. La poderale non è troppo ripida, tranne alcuni tratti intorno a quota 1.600 e 1.800, ma rimane sempre un sentiero in costante salita che va affrontato solo se si è abbastanza allenati. Arrivati all'alpeggio la poderale termina e si prosegue per il sentiero che porta all'alpe Viou e, passando sotto il Mont Mary, raggiunge una quota di circa 2.450 metri. Va detto che non è assolutamente praticabile con la bici, è tortuoso e va affrontato con cautela considerando appunto che la bici va portata a spalla ed è necessario attraversare anche una pietraia molto scoscesa; oltrettutto si perde in decine di percorsi e bisogna prestare molta attenzione ai segnali per rimanere su quello principale (anche se questo in certi punti è largo non più di una spanna, letteralmente!). Arrivati (faticosamente) all'alpe Viou a 2.200 metri si continua a scendere a piedi per il sentiero, per prendere poi la poderale che sale da Blavy a 2.100 metri, da lì in poi si può scendere - finalmente in bici - sino ai 1.500 metri di Blavy e quindi lungo la strada asfaltata fino ad Aosta. In tutto ho impiegato 7 ore per percorrere l'intero tracciato, delle quali circa 2 solo per percorrere il sentiero che collega i due alpeggi, qui potete scaricare il tracciato GPS compatibile con google earth. La vista sopra Aosta vale però ampiamente lo sforzo così come pure la soddisfazione di essere saliti in bici per tutto il percorso!

Prestare attenzione a:
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Il periodo migliore per l'escursione è luglio/agosto, è assolutamente da evitare nel caso il tempo non sia pìù che buono
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Tentare la traversata solo se, arrivati all'alpe Sénevé, si ha ancora un'adeguata riserva di forze per poter portare la bici in spalla per 200 metri di dislivello e 4/5 chilometri di distanza.
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Scarsità d'acqua, l'ultima fontana è ad Avisod (e l'acqua non è controllata) mentre la prima successiva è a Blavy, per cui occorre portarsi un'adeguata scorta
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Il sentiero tra i due alpeggi sarebbe semplice per un escursionista attrezzato (il cartello riporta difficoltà E, per poco più di 1 ora di percorrenza), ma per un ciclista le difficoltà aumentano e occorrono almeno scarpe adatte e molta cautela, ripeto: la traversata richiede concentrazione e prudenza! Meglio andare con almeno un compagno, io l'ho fatto in solitaria, ma ammetto che è stata un'imprudenza anche perchè è una zona poco battuta e bisogna sempre pensare che qualunque incidente, anche lieve, può diventare a quelle quote e così isolati un problema serio.
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Non scendete a rotta di collo dalla poderale di Blavy (questo vale comunque come regola generale) perchè è facile incontrare escursionisti, cercatori di funghi o altri ciclisti in salita, inoltre sono stati di recente rifatti i canali di drenaggio e ora sono in cemento, larghi e abbastanza profondi tanto che si rischia di danneggiare i cerchioni se presi a velocità eccessiva (senza contare il rischio di cadute!).
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